21
Gen 2026

Cannabis terapeutica, Laghi: «Legge regionale approvata all’unanimità ma ancora inapplicata»

Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale, interroga la Giunta per chiedere chiarimenti sulla «mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e organizzativo che consente l’effettiva attuazione della legge».
«A oltre due anni dall’approvazione della Legge regionale (n. 33 del 21 ottobre 2022), che determina la prescrizione, l’allestimento, la dispensazione e la rimborsabilità a carico del sistema sanitario regionale, la Calabria è ancora ferma al palo. Una legge fondamentale per il diritto alla salute resta di fatto inattuata per la mancata adozione degli atti necessari da parte della Giunta regionale». È quanto denuncia il consigliere regionale Ferdinando Laghi, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla mancata applicazione delle disposizioni in materia di cannabis terapeutica.
«La legge – ricorda Laghi – determina l’uso dei medicinali contenenti cannabinoidi per finalità terapeutiche», introducendo procedure più semplici e moderne, fino alla possibilità della somministrazione in ambito domiciliare.
Un provvedimento – già in vigore in diverse altre regioni italiane – «approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria», sottolinea il Consigliere, e che rappresenta «un passo fondamentale per il diritto alla salute e l’accesso alle cure», soprattutto per pazienti affetti da patologie caratterizzate da dolore cronico e spasticità, resistenti alle terapie convenzionali è dunque necessitanti di questo presidio terapeutico.
Il nodo centrale, però, è rimasto irrisolto. «L’articolo 5 della legge è chiarissimo – afferma Laghi –: la Giunta regionale, o il Commissario ad Acta, deve emanare con proprio atto gli indirizzi procedurali e organizzativi per l’attuazione della legge. Senza questo atto, la norma resta solo sulla carta».
«L’impiego dei cannabinoidi a uso medico – prosegue – è considerato un trattamento sintomatico di supporto quando le terapie standard non abbiano prodotto gli effetti desiderati e la sua applicazione rappresenta uno strumento indispensabile e idoneo a garantire a molti pazienti una dignitosa qualità della vita».
Da qui la richiesta formale al Presidente della Giunta regionale di chiarire «le motivazioni della mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e organizzativo che consenta l’effettiva attuazione della legge».
«Non possiamo permettere – conclude Laghi – che una legge pensata per alleviare la sofferenza di tanti cittadini calabresi rimanga inapplicata, costringendo i pazienti a spese non alla portata di tutti, o, ancor più grave, a ricorrere, per necessità di salute, all’uso di sostanze illegali. La Regione ha il dovere di rendere pienamente esigibili i diritti che essa stessa ha riconosciuto».

14
Gen 2026

Malattie rare, Laghi solleva il problema: «I percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali sono il vero banco di prova del Piano regionale»

Presentato un’interrogazione a risposta scritta: «La prestazioni rivolte alle persone affette da malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere garantite in tutta la Regione» Il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena luce sullo stato di attuazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) e sull’implementazione del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026.«Le malattie rare rappresentano un insieme eterogeneo di patologie spesso croniche, progressive e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale – afferma Laghi – e richiedono percorsi di diagnosi, cura e assistenza delicati e importanti. La risposta del sistema

13
Gen 2026

Ospedale di Polistena a rischio: Laghi torna sul posto per verificarne le condizioni

Il Segretario Questore è tornato in visita allo spoke della Piana per incontrare operatori e utenti e monitorare le difficoltà

Le condizioni dell’ospedale di Polistena stanno smuovendo le coscienze dei cittadini e della politica e sulle gravi criticità dello spoke della Piana di Gioia Tauro è intervenuto anche il Consigliere regionale Ferdinando Laghi. Medico di lungo corso, Laghi conosce bene la realtà sanitaria dei territori, come quella di Polistena che già nella scorsa legislatura aveva avuto modo di visitare per verificare da vicino lo stato delle cose e parlare con operatori sanitari, dirigenti e utenti.

“Sono venuto all’ospedale di Polistena per rendermi conto della situazione reale di questo nosocomio” – ha dichiarato Laghi, che si è recato nuovamente in visita allo spoke anche in vista del prossimo Consiglio regionale, incentrato proprio sulla sanità.

“Ho parlato con i cittadini, con gli operatori sanitari e mi sono lungamente confrontato col direttore sanitario e col sindaco di Polistena, Michele Tripodi che si è schierato senza titubanze al fianco del Comitato locale e dei cittadini– continua il Segretario Questore. Le risposte sono state coerenti e univoche: carenza di personale ma soprattutto unità operative a rischio, fra cui quella di Anestesia e Rianimazione, importantissima perché centrale nella vita dell’ospedale”.

“Queste criticità – conclude Laghi – che hanno portato a Polistena, come a Castrovillari, Cariati ed in altri territori, alle recenti mobilitazioni popolari, organizzate da Comitati per la tutela del diritto alla salute, richiedono delle risposte immediate e urgentissime senza le quali il rischio è quello della chiusura di questi servizi e, di fatto, il blocco di un’offerta sanitaria ad un ampio bacino d’utenza come quello della Piana di Gioia Tauro”.

09
Gen 2026

Salute e ambiente, Laghi: «Sull’installazione degli impianti radioelettrici serve trasparenza e partecipazione democratica. La Regione impugni una norma ingiusta»

Il consigliere regionale e segretario questore ha presentato una mozione per impegnare la Giunta: «Anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida. È scelta gravissima, lesiva dei Diritti» Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale di impugnare davanti alla Corte costituzionale l’articolo 27 della legge nazionale n. 182 del 2025, promulgata recentemente.La norma modifica le regole sull’installazione degli impianti radioelettrici, stabilendo che la mancata pubblicazione delle richieste di autorizzazione non comporti più l’annullamento del titolo autorizzativo. In sostanza, anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida.«È

02
Gen 2026

Gravi limitazioni per esami clinici fondamentali al Mater Domini. Interrogazione di Laghi: «Gravissima disfunzione, leso il diritto alla salute»

Il Consigliere regionale, Segretario Questore, ha presentato un’interpellanza: «Da oltre un anno manca il radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami clinici»

Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale, per denunciare la grave situazione di forte limitazione per vari tipi di esami, molti dei quali necessari in diagnostica oncologica, al Policlinico universitario “Mater Domini” dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.

La Regione vive, secondo il Consigliere regionale, «il paradosso di macchinari nuovi, non adeguatamente utilizzabili: molte tecnologie all’avanguardia, nonostante gli investimenti e l’installazione di apparecchiature moderne, restano spesso non fruibili a causa di varie carenze, tra cui la mancanza di forniture essenziali al loro funzionamento».

In questo contesto, l’interrogazione di Laghi mette in luce come, nonostante la presenza di una PET-TC digitale di ultima generazione con tracciante PSMA, l’apparecchiatura non possa essere utilizzata al pieno delle sue potenzialità, poiché «da oltre un anno manca il farmaco radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami».

L’interrogazione precisa che la critica carenza di radiofarmaci «è causa non solo di importanti disagi per i pazienti oncologici, ma comporta anche un serio rischio per la loro salute, determinando sospensione degli esami, ritardi nelle diagnosi, difficoltà nei follow-up, riprogrammazione degli interventi chirurgici e dei cicli di chemioterapia».

Inoltre, Laghi sottolinea come «una parte dei pazienti vengano indirizzati verso l’unico centro pubblico che riesce a garantire l’esame, il Presidio Ospedaliero “Mariano Santo” di Cosenza, il quale, peraltro, risulta essere già “in affanno”, vista la mole di lavoro che così si trova a dover smaltire. Altri, invece, per affrettare i tempi, decidono di sottoporsi a tale esame in regime privato, con costi elevati e dunque non sostenibili per molti».

Il quadro descritto per la “Dulbecco” rinvia, afferma il Consigliere, ad una situazione sanitaria regionale complessiva caratterizzata da «pazienti e famiglie che lamentano difficoltà crescenti nell’accesso a prestazioni sanitarie essenziali, nonostante l’esistenza di tecnologie all’avanguardia, evidenziando così una distanza tra dotazione di macchinari e reale capacità erogativa dei servizi».

L’interrogazione presentata si conclude con la richiesta alla Giunta regionale di «riferire sui provvedimenti urgenti che si intendono adottare, affinché si elimini la gravissima disfunzione e venga garantito il diritto alla salute per tutti i cittadini calabresi, senza costringerli a lunghe migrazioni sanitarie o spese insostenibili».

28
Dic 2025

Sanità, Laghi alla fiaccolata per l’ospedale di Castrovillari: «Costretti alla mobilitazione popolare per difendere il diritto alla salute»

Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale calabrese: «La difesa del “Ferrari” non è una battaglia di pennacchio ma la lotta di un territorio che non può essere né marginalizzato né sacrificato» «Sono qui come cittadino e presidente dell’Associazione Solidarietà e Partecipazione, insieme a centinaia e centinaia di altri nostri concittadini, per rivendicare il diritto fondamentale alla salute». Questo uno dei passaggi del Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, che è intervenuto nel corso della fiaccolata a difesa dell’ospedale di Castrovillari.«Da tempo – ha sottolineato – l’ospedale di Castrovillari è sotto attacco da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza.

17
Dic 2025

Salario minimo, depositata la proposta di legge regionale. Laghi: «Dopo la sentenza della Consulta la Calabria non resti indietro»

La decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del Governo contro le leggi della Regione Puglia sul salario minimo negli appalti pubblici, segna un passaggio politico e giuridico di grande rilievo. La Consulta ha chiarito che le Regioni possono intervenire per tutelare la dignità salariale dei lavoratori, nel pieno rispetto della Costituzione e del Codice dei contratti pubblici. In questo solco si colloca l’iniziativa del consigliere regionale Ferdinando Laghi, che annuncia di aver depositato una proposta di legge regionale dal titolo “Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria”. «La sentenza della Consulta –dichiara Laghi–

11
Dic 2025

L’allarme di Laghi: «Quasi 500 gli addetti delle pulizie delle strutture sanitarie senza stipendio. Asp di Cosenza e Regione vigilino sulla vertenza»

Il consigliere regionale nelle prossime ore depositerà una nuova interrogazione su un problema che rischia di deflagrare. «Si faccia grande attenzione anche al passaggio tra vecchio e nuovo appalto» «Gli undici addetti al servizio di igiene dell’ospedale di Cariati ed i circa 70 impiegati nello spoke di Corigliano Rossano sul piede di guerra, sono solo la punta dell’iceberg di un problema che sta per deflagrare. Come denunciato anche dai sindacati, sono quasi 500 i lavoratori in servizio nelle strutture sanitarie gestite dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, a trovarsi nelle medesime condizioni. Quindi con tre mesi di stipendi arretrati, in molti

06
Dic 2025

Laghi: «Ai lavoratori da tre mesi senza stipendio all’ospedale di Cariati servono risposte e chiarezza»

Il consigliere regionale annuncia un’interrogazione in Consiglio. «Solidarietà agli operatori del servizio d’igiene. Intervenga l’Asp di Cosenza, non si può calpestare la dignità delle persone»

«Non si può rimanere inermi quando la dignità delle persone viene calpestata, come nel caso degli undici lavoratori del servizio di igiene dell’ospedale di Cariati, dipendenti della Cooperativa Csf Costruzioni e Servizi Srl, da tre mesi senza stipendio. Ci troviamo di fronte ad un gruppo di persone che seppur oggettivamente sfruttato, continua a svolgere la sua opera di pubblica utilità, nonostante gli operatori versino in condizioni di grave difficoltà economica. Serve un intervento celere e risolutivo per alleviare le difficoltà personali e delle famiglie, ancora più urgente ove si consideri il delicato periodo dell’anno, quello delle festività natalizie. Ma, in aggiunta a ristori immediati, sono necessarie anche azioni utili a chiarire i termini della vicenda per tentare di sanare definitivamente la vertenza, per la quale si impone un intervento dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Voglio, infine, manifestare la mia personale solidarietà agli operatori coinvolti, in appoggio dei quali ho già predisposto una interrogazione in Consiglio regionale». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

03
Dic 2025

Emodinamica di Castrovillari: arriva la dura replica di Laghi all’ASP

Il Sit-in di domenica scorsa, all’Ospedale di Castrovillari, promosso dal Comitato delle Associazioni (AVO, AVIS, Amici del Cuore, AMCI, Solidarietà e Partecipazione, AFD) e che ha visto grande partecipazione popolare, comincia a dare i suoi frutti.

Nello specifico, un Comunicato Stampa dell’ASP di Cosenza, in cui si cerca di “calmare le acque”, dando assicurazioni sulla centralità del Servizio di Emodinamica della Cardiologia di Castrovillari e sulla ferma volontà aziendale di potenziarlo.

“Assicurazioni che non convincono, anche perché si scontrano con la realtà dei fatti. Come si fa ad affermare “nessun trasferimento” il giorno dopo che i trasferimenti di Medico e Infermiera hanno avuto luogo?” – esordisce il Consigliere Regionale Ferdinando Laghi. “E poi -continua –, tanto per precisare e confutare quanto affermato nella nota dell’ASP, il depotenziamento è nei fatti, cioè nei due trasferimenti. Il timore della chiusura dell’emodinamica -magari con trasferimento ad altro ospedale! – invece è solo una paventata ipotesi, resa però ancora più preoccupante da analoghe strategie che, in precedenza, hanno portato alla chiusura di interi reparti dello spoke del Pollino. Basti ricordare, uno per tutti, la sciagurata cancellazione dell’Ortopedia, fatta “morire” una prima volta non sostituendo i medici che andavano man mano in pensione e poi una seconda volta, attraverso il doloso, gravissimo trasferimento (sempre “temporaneo”!) di due ortopedici mai più ritornati.”

Ma il Segretario Questore del Consiglio Regionale non si ferma qui. “Trovo francamente ridicola la scusa della formazione del Personale di Rossano, quale giustificazione del trasferimento. Anzitutto mi pare poco lusinghiero per la professionalità che so essere propria degli Operatori della Cardiologia di Rossano. E poi, chi deve essere formato, di norma, va nella sede dei formatori, non il contrario!”.

Ma Laghi contesta anche date e numeri forniti dall’ASP. “Non è possibile, che mentre si parla di potenziamento (che può avvenire solo con nuove assunzioni), invece, si trasferiscono Operatori. Si continua ormai da mesi e mesi ad annunciare ufficialmente l’ampliamento del Servizio di emodinamica da 6 a 12 ore – un Servizio che dovrebbe funzionare, e in passato ha funzionato H24! , senza che questi annunci si concretizzano mai. Ma vorrei anche dire che i numeri che l’ASP dà, non corrispondono alla realtà reale. Ai tredici medici indicati nella nota stampa, infatti, vanno sottratti il medico trasferito, un altro che va in pensione in queste settimane ed una terza unità che svolge la gran parte dell’orario di servizio in altro presidio. E così siamo a dieci! , non tredici.”

Infine la stoccata alla Direzione dell’ASP: “Se qualcuno, poi, pensa di intimidire chi si batte per il diritto alla salute delle popolazioni del Pollino, Esaro e Sibaritide, tra cui il sottoscritto, è completamente fuori strada. La battaglia continuerà in pieno partendo da fatti e dati reali, controllati e veritieri. Anzi, invito la Direzione dell’ASP a procedere senz’altro a perseguire anche strade legali – vedi il paventato e sbandierato reato di “procurato allarme”- sarà un’ottima occasione per far emergere, anche in sede giudiziaria, una politica sanitaria lesiva del diritto alla salute dei cittadini”.